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	<title>La voce di Campoli</title>
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	<description>La Libertà esiste se esistono uomini liberi, muore se hanno l'animo dei servi (L. Einaudi)</description>
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		<title>Tremonti: l’alleato che Silvio teme più di Fini</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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Il ministro dell&#8217;Economia presenta un programma alternativo ai cinque punti, rafforza il feeling con la Lega e continua a piazzare i suoi uomini negli apparati dello Stato. Preparando il terreno per la successione al Cavaliere.
	
Quelle dichiarazioni del segretario del PD che qualche settimana fa si diceva possibilista su un esecutivo di larghe intese guidato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img alt="berlusconi tremonti Adn  400x300 Tremonti: lalleato che Silvio teme più di Fini" class="alignleft" height="300" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/11_berlusconi_silvio/berlusconi_tremonti_Adn--400x300.jpg" title="Tremonti: lalleato che Silvio teme più di Fini" width="400" /></strong></p>
<p><strong>Il ministro dell&rsquo;Economia presenta un programma alternativo ai cinque punti, rafforza il feeling con la Lega e continua a piazzare i suoi uomini negli apparati dello Stato. Preparando il terreno per la successione al Cavaliere.<br />
	</strong></p>
<p><img alt="fini tremonti adn  400x300 Tremonti: lalleato che Silvio teme più di Fini" class="alignright" height="300" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/F/fini_tremonti_adn--400x300.jpg" title="Tremonti: lalleato che Silvio teme più di Fini" width="400" />Quelle dichiarazioni del segretario del <strong>PD </strong>che qualche settimana fa si diceva possibilista su un esecutivo di larghe intese guidato da <strong>Giulio Tremonti </strong>hanno smascherato quello che nel<span id="more-3067"></span> PdL era gi&agrave; molto pi&ugrave; di una illazione: il ministro dell&rsquo;Economia &egrave; oggi l&rsquo;uomo che pi&ugrave; di tutti pu&ograve; mettere in discussione la leadership di <strong>Silvio Berlusconi</strong>.&nbsp;Ne parla oggi l&rsquo;Espresso. Provando a raccontare la fitta rete di rapporti e di potere che il titolare del dicastero di via XX Settembre ha pian piano costruito e che lo pongono in cima alla lista dei &ldquo;<em>potenziali traditori</em>&rdquo; del presidente del Consiglio. &ldquo;<em>Giulio o Giuda?</em>&ldquo;, titola oggi il settimanale descrivendo un Tremonti &ldquo;<em>felpato</em>&ldquo;, &ldquo;<em>prudente</em>&ldquo;, &ldquo;<em>astuto</em>&ldquo;, &ldquo;<em>sfuggente</em>&ldquo;, &ldquo;<em>inafferrabile</em>&ldquo;, &ldquo;<em>imperscrutabile</em>&ldquo;.</p>
<p><strong>DIVERSO, E TEMUTO, DA SILVIO</strong> &ndash; I segnali che allarmano il Cavaliere sono diversi. L&rsquo;<strong>amicizia Bossi-Tremonti</strong> che va consolidandosi (recentemente Giulio ha festeggiato con il leader leghista il suo compleanno), la presenza del ministro ai comizi del Carroccio, la sua assenza alla parata di Gheddafi, gli otto <strong>punti programmatici </strong>presentati al Meeting di <strong>Comunione e Liberazione</strong>, nettamente diversi dai cinque sbandierati da Berlusconi nello scontro con <strong>Gianfranco Fini</strong>. &ldquo;<em>Bastava ascoltarlo al raduno di CL</em> &ndash; scrive L&rsquo;Espresso &ndash; <em>un discorso di 38 minuti riportato con grandi titoli da tutti i quotidiano tranne uno, il Giornale della famiglia Berlusconi, che gli ha dedicato uno stitico trafiletto. Un programma di governo. Berlusconi si impunta sui cinque punti da far votare ai ribelli finiani, con il processo breve al primo posto? E il ministro dell&rsquo;Economia ne indica otto, scuola, energia, crescita, lavoro, tutti diversi da quelli del Premier: la giustizia che sta tanto a cuore al Cavaliere non viene nemmeno nominata</em>&ldquo;.</p>
<p><strong>LE NOMINE IMPORTANTI</strong> &ndash; E&rsquo; uno che sa lavorare dietro le quinte, Tremonti, &ldquo;<em>attivista su tutti i fronti</em>&ldquo;, osservato con <strong>diffidenza </strong>dagli uomini del PdL: &ldquo;<em>Il rinnovo dei vertici di Eni, Enel, Terna, Poste, Finmeccanica previsti per la primavera 2011, con un valzer di poltrone, potrebbe allungare la sfera di influenza del ministro: per esempio se dovesse riuscire il trasloco di Flavio Cattaneo da Terna a Finmeccanica al posto dell&rsquo;eterno Pier Francesco Guarguaglini, protetto da Gianni Letta, in guai giudiziari</em>&ldquo;. Poi ci potrebbe essere la nomina a coordinatore della strategica <strong><span style="font-weight: normal">commissione </span>Esteri Tesoro </strong>per i fondi sovrani di <strong>Enrico Vitali</strong>, titolare dello studio tributario Vitali-Romagnoli-Piccardi fondato da Tremonti.</p>
<p><strong>LA RETE</strong> &ndash; E c&rsquo;&egrave; il feeling con le <strong>Fiamme Gialle</strong>, &ldquo;<em>orgoglio del ministro</em>&ldquo;. Non tanto care al Cavaliere negli ultimi tempi e che qualcuno maligna siano state lo strumento utilizzato da Tremonti per eliminare gli avversari, da <strong>ClaudioScajola </strong>a <strong>Nicola Cosentino</strong>. &ldquo;<em>Alla Guardia di Finanza, infatti, sono toccate le indagini politicamente pi&ugrave; delicate degli ultimi mesi, dalla Cricca alla P3, fino ai conti della banca di Denis Verdini, rapidamente commissariata su ordine di Tremonti, mentre la linea di berlusconi era ancora quella di oltranza del coordinatore del PdL</em>&ldquo;.&nbsp;Da segnalare, poi, la promozione alla <strong>Agenzia delle Entrate</strong> di due ex finanzieri, non certo cari al Premier: &ldquo;<em>Luigi Magistro, ex collaboratore del pm Gherardo Colombo e Di Antonio Martino, uno dei primi finanzieri a raccogliere la testimonianza di Stefania Ariosto nel caso Sme-Previti</em>&ldquo;. Senza dimenticare il feeling di Tremonti col magistrato di <strong>Mani Pulite </strong>e pm al processo Berlusconi <strong>All-Iberian</strong>, <strong>Francesco Greco</strong>.&nbsp;<strong>Nomine</strong>, <strong>spartizioni</strong>, <strong>contatti</strong>: il ministro piazza i suoi uomini con cura (come nel caso di Giuseppe Lasco, ora a capo della sicurezza aziendale di Terna, e Stefano Grassi, alle Poste), consolidando e accrescendo il suo potere.</p>
<p><strong>FUTURO DA LEADER</strong> &ndash; Chi lo conosce bene, come l&rsquo;ex ministro <strong>Rino Formica </strong>che negli anni &lsquo;80 lo volle come consulente al governo, non ha dubbi: &ldquo;<em>Oggi Tremonti &egrave; il punto di riferimento di interessi e poteri esistenti nella societ&agrave; italiana, le forze reali che vogliono superare il berlusconismo. le forze che rappresentano la stabilit&agrave;, come la Chiesa o i circoli internazionali, e quelle di movimento, come la Lega</em>&ldquo;. La pensano cos&igrave; anche dall&rsquo;opposizione. Un politico navigato come <strong>Bruno Tabacci </strong>dice: &ldquo;<em>Altro che Fini, &egrave; lui l&rsquo;alleato pi&ugrave; temuto dal Cavaliere</em>&ldquo;. E spiega: &ldquo;<em>Per uscire dal berlusconismo serve una figura di alto profilo e Tremonti lo &egrave;. E&rsquo; l&rsquo;unica alternativa a Berlusconi, insieme a Draghi e Mario Monti</em>&ldquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ore 12 &#8211; Scontro Berlusconi-Fini: Mirabello o OK Corral?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 09:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ore 12 aveva anticipato pi&#249; volte lo &#8220;strappo&#8221; fra Fini e Berlusconi, consumatosi poi nel burrascoso meeting Pdl dello scorso aprile. Adesso non resta che ribadire quanto gi&#224; scritto: l&#8217;ora della verit&#224; fra premier e presidente della Camera &#232; vicina. La rottura definitiva si consumer&#224; domenica 5 settembre nel meeting emiliano di Mirabello. Il discorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ore 12 aveva anticipato pi&ugrave; volte lo &ldquo;strappo&rdquo; fra Fini e Berlusconi, consumatosi poi nel burrascoso meeting Pdl dello scorso aprile. Adesso non resta che ribadire quanto gi&agrave; scritto: l&rsquo;ora della verit&agrave; fra premier e presidente della Camera &egrave; vicina. La rottura definitiva si<span id="more-3065"></span> consumer&agrave; domenica 5 settembre nel meeting emiliano di Mirabello. Il discorso di Fini sar&agrave; la goccia che far&agrave; traboccare il vaso e sar&agrave; scissione di fatto. Le parole dell&rsquo;ex leader di An peseranno come pietre, vera e propria requisitoria: una scure per demolire Berlusconi e il berlusconismo. Gli aficionados finiani faranno il resto, voleranno stracci (sporchi), rendendo plateale il loro totale dissenso nei confronti del Cavaliere e della sua politica. Da amici a nemici. Con insulti reciproci. Il premier ne &egrave; cosciente e non pu&ograve; che meditare vendetta. Ma sa che il suo governo &egrave; senza pi&ugrave; maggioranza. Perch&eacute; i &ldquo;quattro gatti&rdquo; di Fini sono leoni famelici e soprattutto fanno da apripista a nuove crepe attese nel Pdl. Su ogni singola legge portata in Parlamento, l&rsquo;apporto dei finiani sar&agrave; decisivo. Cos&igrave;, per settimane, Fini terr&agrave; Berlusconi sulla graticola, con Bossi che perder&agrave; le staffe. Poi, fatto il nuovo partito (a novembre), definita la nuova strategia con vecchi e nuovi alleati, Fini staccher&agrave; la spina e addio ai suonatori. Tutti a casa e &#8211; a Napolitano piacendo &#8211; alle idi di marzo (o gi&ugrave; di l&igrave;), alle urne. Le idi di marzo non portano bene agli imperatori. Figurarsi ai sultani.</p>
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		<title>I finiani: “Squadristi Pdl pronti a boicottarci”. E la Brambilla li querela</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 07:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Michela Vittoria Brambilla Pullman pieni di fedelissimi di Berlusconi che in massa arriverebbero alla festa dei finiani, domenica prossima a Mirabello, per fischiare Fini. L&#8217;accusa arriva dal sito di Generazione Italia, fondazione dei finiani: &#8220;Gli squadristi della libert&#224; sono pronti a organizzarsi per contestare Fini&#8221; si legge nello spazio web dell&#8217;associazione. &#8220;Se mai servisse una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Michela Vittoria Brambilla Pullman pieni di fedelissimi di Berlusconi che in massa arriverebbero alla festa dei finiani, domenica prossima a Mirabello, per fischiare Fini. L&rsquo;accusa arriva dal sito di Generazione Italia, fondazione dei finiani: &ldquo;Gli squadristi della libert&agrave; <span id="more-3063"></span>sono pronti a organizzarsi per contestare Fini&rdquo; si legge nello spazio web dell&rsquo;associazione. &ldquo;Se mai servisse una conferma della deriva sinistrorsa/comunistoide del Pdl &ndash; scrive il sito dei finiani &ndash; ecco a voi l&rsquo;ennesima conferma. Stamane riceviamo una telefonata: un nostro amico napoletano ci informa che &egrave; stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl che gli ha fatto una richiesta particolare. Choc, aggiungiamo noi. &lsquo;Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parler&agrave; a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman? &Egrave; tutto a spese del partito&rsquo;&rdquo;. E la Brambilla risponde subito piccata e minaccia querele: &rdquo;Simili meschini attacchi testimoniano solo la pochezza e la scarsit&agrave; di contenuti politici di chi li compie. Pertanto, ho gi&agrave; dato mandato ai miei legali di procedere nei confronti di chi ha formulato tali contenuti diffamatori e di chi eventualmente ne dar&agrave; diffusione&rdquo;.</p>
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		<title>Il processo lungo: l’ultima idea di Silvio per sfuggire da Mills</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 07:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripescare un vecchio disegno di legge fermo al Senato da un anno e mezzo che imponeva di impedire al giudice di ascoltare testimoni superflui e acquisire le sentenze di altri processi: ecco il piano B. per scappare dal processo. Un articolo di Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera ci racconta le ultime vicissitudini del processo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #f00">Ripescare un vecchio disegno di legge fermo al Senato da un anno e mezzo che imponeva di impedire al giudice di ascoltare testimoni superflui e acquisire le sentenze di altri processi:</span> ecco il piano B. per scappare dal processo. Un articolo di Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera ci racconta le ultime vicissitudini del<span id="more-3061"></span> processo breve, e il rischio che finisca anch&rsquo;esso a carte quarantotto dopo le critiche (implicite) del Colle e le fibrillazioni della maggioranza. Ma per fortuna c&rsquo;&egrave; un piano B. IL PIANO A, IL PIANO B &ndash; Un piano di quelli geniali: dalle parti della maggioranza circola l&rsquo;idea di ripescare un vecchio disegno di legge che giace al Senato da un anno e mezzo (e gi&agrave; da qui si comprende la sua urgenza), farlo approvare e passarlo alla Camera, dove la patata bollente passerebbe nelle mani dei finiani e del loro capo. Nel disegno di legge si prevedono sostanzialmente due cose. La prima: impedire ai giudici di escludere l&rsquo;assunzione di prove manifestamente superflue (come l&rsquo;ascolto di testimoni inutili), mettendo cos&igrave; nelle mani della difesa un&rsquo;arma letale: la possibilit&agrave; di far morire il processo prevedendo miriadi di testimonianze a favore dell&rsquo;imputato, decisive come quella del suo lattaio che spergiura che il signore &egrave; tanto una brava persona. Una decisione quantomeno ridicola, che rallenterebbe non solo quello di Silvio, ma tutti i processi in corso data la sua retroattivit&agrave;. La seconda norma prevede invece di impedire l&rsquo;acquisizione di sentenze definitive di altri processi. Qui interessa che il giudice non acquisisca la sentenza che ha gi&agrave; condannato David Mills, con l&rsquo;accertamento della corruzione e la prescrizione del reato. Senza acquisirla il procedimento dovrebbe praticamente ricominciare da capo, garantendo cos&igrave; un altro passo verso la cancellazione del processo prima che arrivi a sentenza definitiva. E SE NON VA? &#8211; La precondizione per cui tutto ci&ograve; accada, per&ograve;, &egrave; che i finiani se ne stiano buoni. Le truppe del presidente della Camera appaiono compatte, non solo intorno al leader, ma anche sul &lsquo;n&ograve; ad un voto sul processo breve a &laquo;scatola chiusa&raquo;. Berlusconi, intanto, continua a lavorare all&rsquo;azione di governo, ai cinque punti programmatici su cui ci sar&agrave; la verifica con i finiani. Anche per questo, in serata, invita Umberto Bossi a palazzo Grazioli. Il leader leghista, scortato da Roberto Calderoli e Roberto Cota, riassume con una battuta la situazione: &ldquo;Aspettiamo di vedere cosa dice Fini domenica&rdquo;, sostiene a proposito della possibilit&agrave; che i due cofondatori del Pdl facciano pace. Evidentemente, la mediazione del Carroccio non ha sortito ancora effetti concreti. Del resto, lo stesso presidente della Camera ha detto di non voler incontrare nessun &lsquo;ambasciator&egrave; prima del suo intervento a Mirabello. Insomma, nel centrodestra la situazione appare &lsquo;congelata&rsquo;. Anche se c&rsquo;&egrave; chi, fra i fedelissimi del premier, non si fa troppe illusioni. Non &egrave; detto che l&lsquo;ex leader di An sciolga tutti i nodi che strangolano la maggioranza, dal processo breve alla posizione delle truppe finiane sulla mozione programmatica. Il rischio che al contrario rispedisca la palla al mittente, chiedendo al Cavaliere un gesto distensivo, &egrave; considerato pi&ugrave; che concreto. &ldquo;Non annuncer&agrave; un partito, ma non far&agrave; neanche marcia indietro&rdquo;, &egrave; la previsione di un dirigente del Pdl. Ecco perch&egrave; il premier si prepara ad ogni ipotesi, anche quella peggiore. Nel frattempo, ignora i falchi e spera che le colombe abbiano ragione.</h2>
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		<title>“Non farò la fine di Craxi”: Berlusconi vuol spiegare in tv agli italiani la sua “persecuzione” giudiziaria</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 08:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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Silvio Berlusconi

Fine d&#8217;estate all&#8217;insegna della trattativa per Silvio Berlusconi. Il premier vuole far approvare nel minor tempo possibile la legge sul processo breve, gi&#224; approvata al Senato. Per farlo deve per&#242; &#8220;smussare gli angoli&#8221;, trovare una alternativa al testo gi&#224; in Parlamento, per trovare l&#8217;appoggio dei finiani e il bene placito del Quirinale. Ecco allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignleft" id="attachment_524862" style="width: 157px"><a href="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2010/08/berlusconi110.jpg"><img alt="berlusconi" class="size-medium wp-image-524862 " height="180" src="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2010/08/berlusconi110-245x300.jpg" title="berlusconi1" width="147" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</p>
</div>
<p>Fine d&rsquo;estate all&rsquo;insegna della trattativa per Silvio Berlusconi. Il premier vuole far approvare nel minor tempo possibile la legge sul processo breve, gi&agrave; approvata al Senato. Per farlo deve per&ograve; &ldquo;smussare gli angoli&rdquo;, trovare una alternativa al testo gi&agrave; in Parlamento, per trovare l&rsquo;appoggio dei finiani e il bene placito del Quirinale. Ecco allora che &egrave; partita, secondo i ben informati, una trattativa<span id="more-3059"></span> sotterranea tra il legale del premier, Niccol&ograve; Ghedini, e quella del presidente della Camera, Giulia Bongiorno. Allo stesso modo il premier sa che per avere dalla sua Gianfranco Fini, dovr&agrave; far cessare la campagna di stampa ai danni del presidente della Camera che da diversi mesi portano avanti i quotidiani vicini al Cavaliere, &ldquo;Il Giornale&rdquo; e &ldquo;Libero&rdquo;. Lo stop al &ldquo;fuoco amico&rdquo;&nbsp; contro il presidente della Camera, chiesto da Calderoli &egrave; emblematico. Tradotto: ritirate i mastini Feltri e Belpietro, ora non &egrave; il caso. Per adesso una pia intenzione visto che anche oggi su Libero e Il Giornale Fini ha l&rsquo;&rdquo;onore&rdquo; dell&rsquo;apertura.</p>
<p>Mentre pensa a una &ldquo;norma transitoria&rdquo; che possa rendere il processo breve &ldquo;appetibile&rdquo; e quindi &ldquo;approvabile&rdquo;, Berlusconi culla anche altre due idee. Il Cavaliere &egrave; l&igrave;, nel suo studio, si rigira tra le mani una lettera, in parte gi&agrave; scritta. Una lettera da inviare ai 26 Paesi dell&rsquo;Unione Europea per spiegare che lui &egrave; un perseguitato dalla magistratura e per illustrare lo stato della giustizia in Italia. Mentre guarda e riguarda la lettera il premier pensa anche un&rsquo;altra soluzione: andare in tv, magari a reti unificate, per parlare a &ldquo;quattro occhi&rdquo; con gli italiani.&nbsp; &ldquo;Andr&ograve; in tv a spiegare la mia odissea giudiziaria, perch&eacute; gli italiani sappiano che non far&ograve; la fine di Craxi&rdquo;, dice ai suoi, come racconta il Corriere della Sera. Solo una tentazione, gi&agrave; balenata nella mente del premier in altre occasioni. Una tentazione che, per&ograve;, potrebbe essere messa in &ldquo;cantiere&rdquo; per convincere anche gli elettori della necessit&agrave; della norma sul processo breve.</p>
<p>Il perch&eacute; il premier voglia in fretta far approvare il processo breve &egrave; presto detto: a dicembre, esattamente il 14 dicembre, la Corte costituzionale si pronuncer&agrave; sulla legge che prevede il legittimo impedimento. Unica legge che, per ora, &ldquo;protegge&rdquo; il premier dai suoi processi pendenti, quello sui Mediaset ma soprattutto sul caso Mills, la cui sentenza potrebbe arrivare gi&agrave; in primavera. Temendo dunque che la Consulta bocci la legge sul legittimo impedimento, e temendo quindi di rimanere &ldquo;nudo&rdquo; davanti ai giudici, Berlusconi ha &ldquo;bisogno&rdquo; della legge sul processo breve per &ldquo;tutelarsi&rdquo; dalla &ldquo;magistratura politicizzata&rdquo;. Ma per approvare quella legge deve eliminare dalla sua strada l&rsquo;opposizione dei finiani e del Colle.</p>
<p>Parole d&rsquo;ordine quindi: porre fine agli attacchi a mezzo stampa contro Fini e trovare una &ldquo;norma transitoria&rdquo; che renda il testo sul processo breve un qualcosa che realmente serve alla giustizia italiana, e non sia una &ldquo;amnistia mascherata&rdquo; come la defin&igrave; lo stesso Fini nel drammatico confronto interno del Pdl di aprile scorso. Insomma serve una norma che &ldquo;salvi&rdquo; il premier dai processi pendenti ma che non &ldquo;cancelli&rdquo; in un sol colpo tutti i processi pendennti al maggio 2006, come invece farebbe il testo della legge attualmente in Parlamento. Il tentativo sarebbe quello di lavorare sulle norme del Codice penale che regolano la prescrizione: si arriverebbe in questo modo a uno &ldquo;scudo&rdquo; giudiziario, per il premier, che non coinvolgerebbe migliaia di processi in corso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La7 e YouTube insieme: filmati integrali e il Tg di Mentana in streaming</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 09:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La7 e YouTube insieme: filmati integrali e il Tg di Mentana in streaming YouTube e La7 insieme, in una partnership che mai si era vista finora in Italia. La community di video sharing targata Google, e il canale televisivo che fa capo a Telecom Italia Media, annunciano infatti oggi il nuovo accordo. Il canale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La7 e YouTube insieme: filmati integrali e il Tg di Mentana in streaming YouTube e La7 insieme, in una partnership che mai si era vista finora in Italia. La community di video sharing targata Google, e il canale televisivo che fa capo a Telecom Italia Media, annunciano infatti<span id="more-3056"></span> oggi il nuovo accordo. Il canale di La7 su YouTube &ndash; sbarcato on line gi&agrave; dal 2005 &ndash; sar&agrave; completamente rinnovato. Nuova veste grafica, pi&ugrave; aree tematiche, e arricchito il catalogo di video a disposizione. Ma soprattutto, oltre alle clip brevi gi&agrave; presenti su youtube.com/la7, la vera novit&agrave; &egrave; che nei prossimi mesi saranno disponibili intere edizioni di programmi cult come Otto e Mezzo, L&rsquo;Infedele, Exit, Le Invasioni Barbariche, Victor Victoria e molte altre trasmissioni che hanno caratterizzato la programmazione dell&rsquo;emittente. Tutte in versione integrale. A inaugurare la nuova collaborazione sar&agrave;, a partire da luned&igrave; 30 agosto, l&rsquo;atteso TgLa7 condotto da Enrico Mentana. L&rsquo;edizione serale delle 20 sar&agrave; infatti trasmessa per tutta la settimana in live streaming, diventando cos&igrave; la prima diretta web in contemporanea con una televisione mai realizzata in Italia da YouTube.</p>
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		<title>Il prodiano Monaco ad Affari: solo l&#8217;Ulivo può battere Berlusconi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 14:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#34;Il nuovo Ulivo &#232; la strada giusta&#34;. Il prodiano Franco Monaco sceglie Affaritaliani.it per commentare la lettera di Pierluigi Bersani. &#34;La politica delle alleanze era nel dna dell&#39;Ulivo e deve esserlo anche in quello del Pd. La nostra parola d&#39;ordine era &#39;escludere solo chi si esclude&#39;. Mi muoverei nel perimetro pi&#249; largo possibile&#34;. E ricorda: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;Il nuovo Ulivo &egrave; la strada giusta&quot;. Il prodiano Franco Monaco sceglie Affaritaliani.it per commentare la lettera di Pierluigi Bersani. &quot;La politica delle alleanze era nel dna dell&#39;Ulivo e deve esserlo anche in quello del Pd. La nostra parola d&#39;ordine era &#39;escludere solo chi<span id="more-3054"></span> si esclude&#39;. Mi muoverei nel perimetro pi&ugrave; largo possibile&quot;. E ricorda: &quot;Prodi &egrave; stato il solo a sconfiggere Berlusconi&quot;. Vendola-Chiamparino? &quot;Bersani &egrave; il pi&ugrave; idoneo a fare la sintesi e a rappresentare il federatore di un vasto campo di forze. E&#39; la carta vincente&quot;. Pierluigi Bersani Bersani rilancia: serve un nuovo Ulivo. E&#39; la strada giusta? &quot;S&igrave;. E non mi sorprende che il segretario del Pd avanzi questa tesi. Ha vinto il congresso con un mozione che esordiva con il proposito di riprendere il filo del progetto dell&#39;Ulivo di Prodi, di segnare una discontinuit&agrave; rispetto alla linea veltroniana di una velleitaria autosufficienza del Pd e con la convinzione che la politica delle alleanze era nel dna dell&#39;Ulivo e deve esserlo anche in quello del Pd&quot;. E&#39; d&#39;accordo con Bersani? &quot;S&igrave;, Prodi &egrave; stato il solo a sconfiggere Berlusconi ideando prima e poi caldeggiando l&#39;avventura dell&#39;Ulivo. Bersani fa bene ad accorciare le distanze tra tutte le forze di opposizione. Cos&igrave; mette le premesse per una chiara alternativa che faccia perno su un Centrosinistra largo e competitivo con un Pd motore e timone&quot;. Bersani apre anche a un governo di transizione.. &quot;Sono molto scettico. Anzich&egrave; scommettere su improbabile subordinate meglio che il Pd si concentri sulla strategia in vista di un passaggio elettorale che, che piaccia o no, non sar&agrave; lontano. Bisogna costruire sin da ora l&#39;alternativa&quot;. Nel nuovo Ulivo quale ruolo dovrebbe avere l&#39;Idv, Vendola&#8230; &quot;La nostra parola d&#39;ordine era &#39;escludere solo chi si esclude&#39;. Cio&egrave; muovendo dalle forze di opposizione elaborare un programma, intestarlo a un leader attraverso le primarie di coalizione e accogliere attorno tutte le forze che in esse si riconoscono. Mi muoverei nel perimetro pi&ugrave; largo possibile, non escluderei nessuna nelle forze di opposizione&quot;. Ma un nuovo Ulivo non rischia di essere un&#39;ammucchiata? &quot;No, perch&eacute; la lezione &egrave; servita a tutti sia al nucleo dell&#39;Ulivo di allora che corrisponde al Pd di oggi dove i personalismi e gli egoismi di partito hanno nuociuto all&#39;impresa comune, sia a quelle forze pi&ugrave; esterne posizionate a sinistra che hanno imparato a proprie spese cosa significa sottrarsi a una cultura e a una responsabilit&agrave; di governo&quot;. Bersani &egrave; l&#39;unico candidato premier e l&#39;unico leader in grado di poter guidare il nuovo Ulivo? &quot;C&#39;&egrave; un largo consenso che il candidato sar&agrave; espresso attraverso primarie di coalizione. Il Pd, &egrave; scritto nel suo statuto, proporr&agrave; il proprio segretario ovvero Bersani. Al momento dei tre annunciati: Bersani, Chiamparino e Vendola, il segretario del Pd &egrave; il pi&ugrave; idoeno a fare la sintesi e a rappresentare il federatore di un vasto campo di forze. E&#39; la carta vincente&quot;. E l&#39;Udc? &quot;Dal nuovo Ulivo non escluderei nessuno. Il rapporto con l&#39;Udc &egrave; pi&ugrave; problematico che con altri per una evidente ragione. La loro prospettiva strategica &egrave; diversa dalla nostra. Ovvero il bipolarismo e la scelta di campo per il Centrosinistra: questi due elementi non sono condivisi. Ma non la escluderei anche perch&eacute; spetter&agrave; all&#39;Udc nel prossimo passaggio elettorale sciogliere il suo dilemma. E difficilmente potr&agrave; reiterare una posizione terza. A meno che non si cambi la legge elettorale, auspicabile ma improbabile&quot;. Ma l&#39;Ulivo non rischia di essere solo una soluzione per battere Berlusconi? &quot;Sono ottimista sul nuovo Ulivo. Abbiamo alle spalle esperienze di governo riuscite nella legislatura 1996-2001. Non vedo perch&eacute; non possano convergere. Anche i nostro avversari, un&#39;armata coesa e invincibile, &egrave; stata segnata. Non vedo alternative, fa bene al Paese una democrazia competitiva e dell&#39;alternanza. Cos&igrave; funzionano tutte le democrazie mature non vedo perch&egrave; non possa funzionale anche in Italia&quot;.</p>
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		<title>Conti in rosso? Il comune di Melito gioca al superenalotto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 14:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Far&#242; una piccola Montecarlo&#8221;: per abbassare le tasse e dare ossigeno alle casse pubbliche il sindaco di un paese in provincia di Napoli ha convinto la sua giunta a tentare la fortuna col gioco della Sisal. Sale il montepremi, sale jackpot, sale la febbre per il Superenalotto e la la voglia di centrare la fortunata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&ldquo;Far&ograve; una piccola Montecarlo&rdquo;: per abbassare le tasse e dare ossigeno alle casse pubbliche il sindaco di un paese in provincia di Napoli ha convinto la sua giunta a tentare la fortuna col gioco della Sisal. Sale il montepremi, sale jackpot, sale la febbre per il Superenalotto e<span id="more-3052"></span> la la voglia di centrare la fortunata sestina che da qualche giorno vale circa 120 milioni di euro. C&rsquo;&egrave; chi vorrebbe vincere per trascorrere il resto della vita in vacanza e chi vorrebbe saldare i debiti del settore pubblico. NIENTE TASSE PER 7/8 ANNI &ndash; Il Comune di Melito, in provincia di Napoli, tenter&agrave; la fortuna attraverso il gioco targato Sisal. L&rsquo;amministrazione comunale ha deciso di giocare al Superenalotto finch&egrave; non riuscir&agrave; a vincere e con il premio abolir&agrave; le tasse. &ldquo;Faro&rsquo; di Melito una piccola Montecarlo&ldquo;, spiega il sindaco Antonio Amiente. E se gli chiedono come e&rsquo; venuta l&rsquo;idea di giocare al Superenalotto il primo cittadino risponde: &rdquo;Domenica sera ascoltavo il telegiornale, dove si parlava del jackpot record da 125 milioni di euro. Allora ho pensato che potevamo partecipare come Comune, tentare la fortuna e in caso di vincita abolire le tasse per 7-8 anni&ldquo;. Appoggio inconddizionato della sua giunta: &ldquo;Il mattino dopo ho convocato subito i miei assessori, sono tutti d&rsquo;accordo con me. Ne ho parlato anche con diversi consiglieri da cui ho avuto solo incoraggiamenti. Martedi&rsquo; prossimo porteremo in giunta la delibera dell&rsquo;impegno di spesa, sono 900 euro fino alla fine di quest&rsquo;anno. Ma continueremo finche&rsquo; non vinciamo&ldquo;. I soldi per giocare provengono dalle casse del Comune: &ldquo;Dal fondo di riserva &ndash; afferma il sindaco &ndash; siamo una delle poche amministrazioni che hanno chiuso il bilancio con un attivo, addirittura di oltre 250 mila euro&ldquo;.</p>
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		<title>Ballarò non può andare in onda in anticipo: la Rai dice no</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 14:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vista l&#8217;attualit&#224; calda della politica, avevano chiesto di anticipare la messa in onda. Ma dalla direzione generale della Rai &#8211; a quanto si apprende &#8211; &#232; arrivato un no alla richiesta di Ballaro&#8216; di anticipare la partenza del nuovo ciclo dal 14 al 7 settembre su Raitre per seguire gli sviluppi della situazione politica. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vista l&rsquo;attualit&agrave; calda della politica, avevano chiesto di anticipare la messa in onda. Ma dalla direzione generale della Rai &#8211; a quanto si apprende &ndash; &egrave; arrivato un no alla richiesta di Ballaro&lsquo; di anticipare la partenza del nuovo ciclo dal 14 al 7 settembre su Raitre per <span id="more-3050"></span>seguire gli sviluppi della situazione politica. Il dg Mauro Masi avrebbe risposto che i palinsesti sono gia&rsquo; strutturati e, in base alle decisioni assunte in cda, le trasmissioni dell&rsquo;autunno prenderanno il via luned&igrave; 13 settembre. Al momento marted&igrave; 7 resterebbe in programmazione una puntata del circo. Per Ballaro&rsquo; si tratta di un nuovo stop dopo quello dei primi di agosto, quando il direttore di Raitre Paolo Ruffini e il conduttore Giovanni Floris chiesero di andare in onda, nel periodo della pausa estiva, con uno speciale per informare il pubblico sullo scontro Berlusconi-Fini e sull&rsquo;evoluzione del quadro politico. In quell&rsquo;occasione il vertice Rai decise di affidare gli spazi di approfondimento politico ai tg, evitando la riapertura dei talk show.</p>
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		<title>Pd, Bersani: “Addio all’Unione, serve un nuovo Ulivo”</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 07:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cipriani</dc:creator>
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Addio Unione, s&#236; a &#8221;un nuovo Ulivo in cui i partiti del centrosinistra possano esprimere un progetto univoco di alternativa per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa e mettersi al servizio di un pi&#249; vasto movimento di riscossa economica e civile del Paese&#8221;. E&#8217; l&#8217;appello che il leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani lancia in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/pd-bersani-addio-unione-serve-nuovo-ulivo-518449/attachment/bersani-79/"><img alt="" class="attachment-fotogalleria" height="191" src="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2010/08/bersani2.jpg" title="bersani" width="264" /></a></p>
<h3><span style="color: #f00">Addio Unione, s&igrave; a &rdquo;un nuovo Ulivo </span>in cui i partiti del centrosinistra possano esprimere un progetto univoco di alternativa per l&rsquo;Italia e per l&rsquo;Europa e mettersi al servizio di un pi&ugrave; vasto movimento di<span id="more-3048"></span> riscossa economica e civile del Paese&rdquo;. E&rsquo; l&rsquo;appello che il leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani lancia in una lettera pubblicata su Repubblica, in cui spiega le ragioni per dire s&igrave; a &rdquo;un governo di transizione&rdquo; e a &rdquo;un&rsquo;alleanza democratica per una legislatura costituente&rdquo;. Il segretario del Pd esordisce con un&rsquo;analisi dell&rsquo;attuale situazione politica, definendo gli &rdquo;anni berlusconiani&rdquo; come caratterizzati da &rdquo;regressione dello spirito civico e della moralit&agrave; pubblica, politica ridotta a tifoseria, allargamento del divario tra nord e sud, nessuna buona riforma sui problemi veri dei cittadini&rdquo;. &rdquo;Il consenso per Berlusconi &egrave; ancora largo &ndash; osserva -, ma il rapporto fra parole e fatti e fra promesse e realt&agrave; diventa sempre pi&ugrave; labile anche nella percezione dei ceti popolari&rdquo;. Tempo quindi per il Pd, &rdquo;come maggiore forza dell&rsquo;opposizione&rdquo;, di &rdquo;indicare una strada che colleghi efficacemente l&rsquo;iniziativa di oggi alla sfida radicale e dirimente di domani&rdquo;. &rdquo;Rendendoci disponibili oggi ad un governo di transizione non cerchiamo n&egrave; scorciatoie n&egrave; ribaltoni &ndash; precisa &ndash; Sfidiamo piuttosto la destra a riconoscere la realt&agrave; e ad ammettere l&rsquo;impossibilit&agrave; di mandare avanti l&rsquo;attuale esperienza di governo e ad introdurre correttivi, a cominciare dalla legge elettorale, che consegnino lo scettro ai cittadini, per tornare poi in tempi brevi al voto&rdquo;. L&rdquo;&rsquo;alleanza democratica&rdquo; proposta da Bersani punta a &lsquo;&rsquo;sconfiggere una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo&rdquo; e a &rdquo;riaffermare i principi costituzionali&rdquo; ed &egrave; &rdquo;una proposta che potrebbe coinvolgere anche forze contrarie al berlusconismo&rdquo;, &rdquo;energie esterne ai partiti interessate ad una svolta democratica, civica e morale&rdquo;. Per uscire dal &rdquo;berlusconismo&rdquo;, &rdquo;da una fase politica e culturale&rdquo; pi&ugrave; che semplicemente &rdquo;da un governo&rdquo;, occorre per Bersani &rdquo;l&rsquo;impegno univoco, leale, convinto e coeso di tutte le forze progressiste&rdquo;, un percorso che dovrebbe &rdquo;lasciare definitivamente alle spalle l&rsquo;esperienza dell&rsquo;Unione e prendere la forma e la coerenza di un nuovo Ulivo&rdquo;. Su queste basi, conclude, &rdquo;il Partito democratico organizzer&agrave; per l&rsquo;autunno una grande campagna di mobilitazione sui temi sociali e della democrazia. E&rsquo; giunto il tempo di suonare le nostre campane&rdquo;.</h3>
<p>&nbsp;</p>
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